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sabato 3 settembre 2011
Cose dell'altro mondo... Letta fischiato
spedio dal Lido de Venezia da miss Apple
3 settembre, sempre caldo, sempre afa, il lido è invaso dai cinefili del weekend e a me è tornato il buon umore.
Stamattina la proiezione del film delle polemiche: cose dell’altro mondo, di francesco patierno.
le polemiche ci sono state prima della realizzazione: a Treviso è stato negato il permesso per le riprese, forse si raccontava qualcosa di scomodo, chissà
Abatantuono, un fiume in piena, è il protagonista, a metà tra Gentilini e Borghezio: l’imprenditore del nord est che è pure proprietario di una rete televisiva da dove si diletta a fare sermoni contro gli immigrati salvo poi ad intrattenersi con la sua "ciccia", una prostituta nigeriana, insomma razzista a metà, su esigenza.
E dopo l’ennesima crociata televisiva contro gli abitanti del bunga balù succede l’inimmaginabile: tutti gli immigrati spariscono, lasciando il nord est ai veneti e succede così il finimondo.
Si inserisce nella storia anche il poliziotto romano in visita alla madre, c'è la maestra buonista che ama il nigeriano e ci sono gli amici del bar.
film divertente, è tornata la commedia che fa ridere e che lascia spazio alla riflessione senza, però, esser pedante e scomoda, forse non da mostra cinematografica, ma di tutto rispetto e con un buon cast, inutile dire che Abatantuono da il meglio di se quando si trasforma in borghezio, grande maschera, grande talento.
(un po come il tifoso del film di Vanzina...eh, questo Vanzina che, sotto sotto, fa anche belle scoperte:)
m'è d'obbligo dire che il film ha avuto un’accoglienza più che calorosa, grandi e tanti applausi. il pubblico del weekend è di vari gusti e qua, si accontentava tutti.
L’unico che ha avuto fischi, e tanti, è stato Gianni Letta, ma non è una novità, al lido.
Estetica della menzogna
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| Statua di Manuela Arcuri |
Ogni epoca lascia segni di sé, le tracce del suo gusto, dei suoi rapporti di produzione, delle condizioni di vita, della sua tecnica, delle sue speranze e soprattutto delle modalità attraverso le quali esprime questa complessa trama di relazioni, riflette su stessa o cerca di recuperare la propria alienazione. Nel secolo scorso che è stato breve, ma così intenso da sembrare un millennio, possiamo ripercorre l'estetizzazione delle masse o la politicizzazione dell'arte, l'evoluzione della fabbrica come quella del palazzo, il progressivo abbandono dell'arte come riproduzione guidata dal sentimento. Non parlo della storia nel suo complesso che solo un illusione prospettica può far pensare come passato perché invece è tutta contenuta nel presente, come se la linea del tempo finisse per aggregarsi tutta in un punto, ma dei modi di espressione che invece sono variabili, tipici e finiscono per definire l'originalità creativa, il senso e le dinamiche di un periodo. Con una parola dell'estetica.
| Monumento a Craxi |
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| Il "bancomat" di Woityla |
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| Montanelli dorato |
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| Fontana del dialogo |
Esse sono le bugie in pietra che lasceremo, un prodotto di una finzione collettiva che in definitiva è stata il solo collante di questi anni, l'unica verità collettiva.
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| Il Garibaldi rosso |
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| La biglia di Marco Pantani |
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| Padre Pio |
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| Vasca dei capitoni |
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| Statua di guido Rossa |
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